Claudio Traietti è nato nel 1974 a Roma, dove vive e lavora. Il suo è un astratto d’azione, molto gestuale, che si ispira all’action painting, all’all-over, dipingendo come un Pollock dei suoi tempi, ma con una maggiore ricerca di controllo, con più cerebralità, ricerca dell’equilibrio. Sono quasi tutte opere di grandi dimensioni e solo eccezionalmente in galleria sarà esposta anche un’opera piccola. Questo perchè si tratta di una tecnica ad ampio respiro, che deve spaziare, che deve essere testimone della libertà dell’arte, del gesto come protagonista, di un’opera dove il corpo umano può misurarsi nella sua interezza, in modo fisico e mentale, in un rapporto paritario.

 

Galleria 911    Carolina Lio 2008

Le sperimentazioni di Claudio Traietti si esprimono in vaste superfici pittoriche, laddove il colore è immediato, gestuale e grintoso ma al tempo stesso bilanciato e armonioso.

 

Taormina Gallery – Dott.ssa  Rosi Raneri 2009

Inchiostri blu che esprimono la profondità delle onde di questo mare, scuro e misterioso sul fondo e giocoso e movimentato sulla cresta, dove onde rotondeggianti si rincorrono e si accavallano.
Il carattere del mare viene espresso in poche forme, semplici e caratteristiche, con colori brillanti che diluiti nel giusto modo rendono la trasparenza delle acque marine e la loro profondità.


Beppe Palomba - Premio Laetitia Cerio - Premio Antichi Arsenali di Amalfi

La straordinaria energia compositiva che promana dalle opere di Traietti si traduce in una godibilità ed in una fruibilità difficili da riscontrare nell’arte informale. Ciò è certamente dovuto all’empatia che si riesce a generare tra Artista e spettatore, uniti dal gesto creativo e dall’emozione che genera.
La spatola corre sul foglio, qui leggera, qui forzando il suo carico cromatico quasi a creare delle magiche lenti ottiche con cui puoi vedere il futuro e leggere nelle striature di un colore che è struttura, fondamento, certezza assoluta.


Marcello Quarta - Premio Menticalde

La straordinaria energia compositiva che promana dalle opere di Traietti si traduce in una godibilità ed in una fruibilità difficili da riscontrare nell’arte informale. Ciò è certamente dovuto all’empatia che si riesce a generare tra Artista e spettatore, uniti dal gesto creativo e dall’emozione che genera.
La spatola corre sul foglio, qui leggera, qui forzando il suo carico cromatico quasi a creare delle magiche lenti ottiche con cui puoi vedere il futuro e leggere nelle striature di un colore che è struttura, fondamento, certezza assoluta.


Marcello Quarta - Premio Menticalde

IL FASCINO DELL’IRREALE 
NEI DIPINTI DEL MAESTRO CLAUDIO TRAIETTI 
 
Nel suggestivo percorso creativo del maestro Claudio Traietti lo spazio dilatato si apre all’immaginazione che filtra il mondo visibile, attraverso una libera gestualità della forma e del colore in ritmiche e liriche visioni astratte. Così, la realtà si colora di una bianca luce che esalta le originali visioni traducendo 
le intime ed inconsce sensazioni dell’autore, mediante una grafica libera ed istintiva, in cui il colore, tra i gialli dorati, gli azzurri turchesi, i rossi fiammeggianti ed i preziosi valori dei verdi si sovrappone, tra velature e liquidità delle tonalità nei trapassi di luce in una trama pittorica dinamica che s’ inoltra nelle armonie naturali, tra cielo e terra, mentre il vigore espressivo è determinato dall’azione e dalla 
sensibilità di Claudio Traietti. Ecco che allora, nelle sue libere improvvisazioni formali e coloristiche in senso circolare, come se apparissero nella magica trasparenza del vetro, si svela l’evocazione Kandinskiana, in cui vi è la netta coincidenza tra rappresentazione ed azione, dove risultal’identificazione dell’essere con il fare nell’atto di dipingere  vivendo, così, l’esperienza della realtà e l’abbandono alle forze dell’inconscio verso una dimensione surreale e sognante. Nel gesto pittorico, quindi, dell’action painting che sempre si rigenera in nuove forme immaginarie nello spazio artistico e nella lievità del cromatismo, le visioni percorrono l’infinito del pensiero, mentre le loro possibilità evocative narrano ed interpretano nel figurativo, che si evolve e si disperde in immagini poeticamente espresse. In tal modo, l’artista vive l’opera inoltrandosi nello spazio fantastico, trasfondendo il momento dell’inconscio e del sentimento, senza escludere completamente il dato reale, ma respingendo la razionalità della forma, 
perché informale che esalta il sentimento delle cose. Ecco che allora, il mondo visibile è descritto liricamente, tra simbologie ed allusioni nell’alta sintesi grafica e coloristica, svincolata da forme precostituite in un’atmosfera sognante e sospesa nel tempo, in cui aleggia energia e vitalità, come armonia universale ed un’evasione spirituale per vivere oltre l’immagine, il mistero segreto delle cose e della materia che si evolve, tra materia e fluidità con ampie campiture di colore, mentre si confondono nell’alchimia coloristica e nella complessa trama pittorica, dove le sovrapposizioni di velature luminose 
e dinamiche tonalità convergono nella libera gestualità del colore in una dimensione nuova 
e sconosciuta. Nella fervida creatività espressiva del maestro Claudio Traietti il pensiero ci apre una nuova via nella concettualizzazione dell’arte, tra geometria e fantasia del reale, tra razionalità e sentimento, dove memorie ed emozioni percorrono la poetica dell’immaginario, mentre rivela l’autentica originalità ed autonomia artistica di un inedito linguaggio pittorico che appartiene all’odierna cultura avveniristica, libera da dettami accademici, che spaziando dal tema della figurazione alla visione onirica 
con formulazioni astratte, esprime un nuovo concetto d’arte nel mistero esistenziale e nella lirica bellezza. 
 
                                                                                                                            Carla d’Aquino Mineo